Grata sono io

Phillip

Grata sono io

di questo cuore

dì questo respiro blu e bianco delle tue mani nelle mie 

di quest’amore a giri

grandi come la terra di nuvole arrotolate sui suoi fianchi

di ere

dell’universo, dì un battito mai stanco

della musica e degli errori

se li si impara

delle parola per dire la bellezza del mondo

per mettere una bandiera fino a dove lo so dire,

e da dove solo contemplare.

Quando un poeta muore 

lascia una traccia 

lungo le sue notti insonni

i suoi genitori, amori,

filo di seta preziosa 

dipanato dalla noce sua vita,

una traccia per mondi:

ogni parola una porta

un cancello su un possibile

una traccia per vie diverse

di celebrare e rendere grazie

perdersi cadere girare l’angolo

e ritrovarsi di colpo, inaspettatamente

di fronte al maestoso altare della vita.

Quando un poeta muore,

suonate la sua cetra 

fino a tardi, ma con grazia. 

Alice Bologna

Imperativo

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« Famiglia » Lara Cani

L’imperativo è un tempaccio,

ci piovono dentro stizza capricci autoreferènzialità.

Tempo grigio da gente che viene

sopportata poi lasciata;

evitata, tradita, detronata, tagliata di testa;

-e se lo merita.

Tempo di chi non ha tempo

per ascoltare

per proporre offrire,

troppo pieno di sé solo pieno

di una vita che prova a controllare

e gli fugge dalle mani come al gatto

-un canarino scaltro.

E’un tamburo sordo l’imperativo,

non fa vibrare alcuna risonanza

uccide ogni possibile dissonanza,

scintilla origine di armonia.

Impera e divide, infatti:

L’Io imperante e il Tu che soddisfi

le mie fantasie di potere.

Che misero imperatore,

in un attimo sovvertito

da un per piacere.

Alice Bologna

Nello zoo delle mie tasche

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« Quando la colonizzazione é paura, la libertà diventa frutto di meretricio » un disegno di Suka Mabuk

Dorme la tigre che è in me.
-non la svegliare!
Ha denti aguzzi e lunghe unghie
affilate, e un pelo morbido
che riposa ora calmo
sotto i crolli regolari della cassa toracica.
…e quando e quando
e quando anche tu avrai finito per diventare
noto
consumando il tuo esotismo in un filtro quotidiano
dove andrà a dissetarsi l’esploratrice bianca
che mi abita?
Col suo caschetto crema, la macchinetta al collo
un amore ad ogni clic
dove sederà le sue natiche candide
avvolte nei pantaloncini color kaki?
Oh! toccherà ormai scomodare vecchie divinità mapuches
e templi..
chissà che pagode toccherà tirar fuori e buttare a mare!
chissà che spezie e religioni toccherà far venire da lontano;
per non sentire quella vicinanza
che mi fa sospetto che non sei diverso perché lo sei,
…ma perché proprio sei diverso.
-Orribile pungolo fastidioso
che imbottisco e rivesto con la bandiera del tuo Paese
perché non mi batta lì, dietro il calcagno
nel poco di due passi fatti insieme.
Oh che maledizione il mondo conosciuto!
che smette di parlare i suoi accenti strani
e lascia intendere le parole,
vuote; come le mie.
Che come droga spinge a spingersi sempre più in là
per ritrovare quel l’ effetto …
Chi offrirà ora il suo volto negro
all’obiettivo della mia speranza,
e i suoi paradigmi irregolari
allineati in longitudini precise?
Fardello! fardello dell’ uomo bianco!
bianco e arrotolato
sul mio mocio vileda,
garanzia di civiltà.
ridicolo.
Mi toccherà un bel safari
tra le piante della terrazza
e un reportage tra gli amici del bar,
i vicini della piazzetta.
« Aperitivo alternativo »,
 « Il mio quartiere senza frontiere »:
ognuno ha le sue Indie.
…Che bestie strane,
nello zoo delle mie tasche.
Alice Bologna

Aria di domenica

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Un dessin de Raoulette

Aria di domenica nel mio cuore

Ma domenica non è.

C’è aria di domenica il lunedì

sdraiata un po’scomoda su un pomeriggio

è nel pugno del mio stomaco

il languore del Mal di Domenica.

Come una domenica

sorrido ancora composta

fingendo allegria in memoria delle feste passate (ah ah ah)

strutta par la gêne

d’arriver pas à avoir la gaité

qui bien convient à un jour férié.

Ainsi, je fête avec du riz chinois

et je me dis que ça va,

ça va me passer,

C’est juste l’automne

qui est en train d’arriver.

Pourtant l’excuse que c’est

juste d’un vendredi que j’aurais besoin

ça me convainc pas.

Le dimanche c’est dans l’âme.

C’est ici et maintenant, le dimanche c’est toujours,

Le dimanche c’est pas

– n’est plus.

Tranquilla

a un passo dal centro

cerco di non inciampare nella malinconia

quelle rencontre genante sarebbe!

Di sorprenderla nuda

proprio nella stanza

dove sto cercando me stessa….!