Tu non ricordi

 

« Tu non ricordi
ma in un tempo
così lontano che non sembra stato
ci siamo dondolati su un’altalena sola

Che non finisse mai quel dondolìo
fu l’unica preghiera in senso stretto
che in tutta la mia vita io abbia mai levato al cielo. »

Cento poesie d’amore a Ladyhawke, Einaudi, 2007

Michele Mari

Grata sono io

Phillip

Grata sono io

di questo cuore

dì questo respiro blu e bianco delle tue mani nelle mie 

di quest’amore a giri

grandi come la terra di nuvole arrotolate sui suoi fianchi

di ere

dell’universo, dì un battito mai stanco

della musica e degli errori

se li si impara

delle parola per dire la bellezza del mondo

per mettere una bandiera fino a dove lo so dire,

e da dove solo contemplare.

Quando un poeta muore 

lascia una traccia 

lungo le sue notti insonni

i suoi genitori, amori,

filo di seta preziosa 

dipanato dalla noce sua vita,

una traccia per mondi:

ogni parola una porta

un cancello su un possibile

una traccia per vie diverse

di celebrare e rendere grazie

perdersi cadere girare l’angolo

e ritrovarsi di colpo, inaspettatamente

di fronte al maestoso altare della vita.

Quando un poeta muore,

suonate la sua cetra 

fino a tardi, ma con grazia. 

Alice Bologna

Il boia

 

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Raoulette

 

Mi domando quanto un individuo possa essere incapace di sentire.

Forse in altri tempi il mestiere a lui più adatto sarebbe stato il boia.

Certamente l’avrebbe fatto per servire dei nobili ideali.

Non conosce l’empatia. Per lui non esiste che una forma deviata di socievolezza.

 

Lara Cani

Imperativo

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« Famiglia » Lara Cani

L’imperativo è un tempaccio,

ci piovono dentro stizza capricci autoreferènzialità.

Tempo grigio da gente che viene

sopportata poi lasciata;

evitata, tradita, detronata, tagliata di testa;

-e se lo merita.

Tempo di chi non ha tempo

per ascoltare

per proporre offrire,

troppo pieno di sé solo pieno

di una vita che prova a controllare

e gli fugge dalle mani come al gatto

-un canarino scaltro.

E’un tamburo sordo l’imperativo,

non fa vibrare alcuna risonanza

uccide ogni possibile dissonanza,

scintilla origine di armonia.

Impera e divide, infatti:

L’Io imperante e il Tu che soddisfi

le mie fantasie di potere.

Che misero imperatore,

in un attimo sovvertito

da un per piacere.

Alice Bologna